“Il volume di Janaína Machado Sturza e Milena Cereser da Rosa è un testo importante e utile per trascendere, come dichiarato fin dal titolo, l’isolato diritto alla salute al fine di proporre una riflessione più ampia sul diritto al benessere come diritto umano. Questa riflessione non può che partire dal mettere in dubbio il modello maggioritario di persona e di salute, sviluppato su coloro che sono ai vertici della gerarchia sociale ovvero gli uomini considerati “normodotati”. L’analisi infatti si sviluppa ponendo una critica alle norme brasiliane ed internazionali che si occupano di salute e che non considerano o considerano come eccezionali gli altri corpi, in particolare le persone con disabilità.
Utilizzando la teoria crip e altri studi sia brasiliani che internazionali, il paradigma maggioritario si assottiglia e perde la sua centralità, in quanto la varietà dei corpi delle nostre società è ben più ampio e il concetto di salute dovrebbe essere legato all’autodeterminazione delle persone più che ad un modello unico che esclude come “deficenti” o “mancanti” tutti gli altri, o include parzialmente attraverso un atteggiamento umanitario o pietistico.”
Martina Millefiorini





